Complesso Bandistico

Complesso Bandistico

La musica: strumento pedagogico e metafora di vita

Bartolo Longo era ben consapevole del ruolo fondamentale che la musica può avere nello sviluppo dell’individuo e delle sue funzioni cognitive. Il Beato, che aveva studiato i testi e i metodi di S. Giovanni Battista de la Salle, San Giuseppe Calasanzio e di San Giovanni Bosco, intese dar vita a delle istituzioni che avessero, come programma, “l’Ora et labora” del grande S. Benedetto. Dopo l’adempimento dei doveri religiosi del mattino, i ragazzi trascorrevano molte ore della giornata nei laboratori, dove imparavano un mestiere per affrontare dignitosamente la vita di domani. Affinché l’educazione dei giovani avesse un tutto armonico e la crescita morale e civile fosse armonizzata con quella professionale, Bartolo Longo volle inserire nell’orario l’educazione fisica, il gioco, le competizioni sportive, il saggio ginnico. Ma ciò che forse ha dato più spicco e risalto all’Istituto, è precisamente la Banda Musicale che il Fondatore volle fin da subito.

La formazione bandistica non era fine a se stessa. In molti hanno saputo sfruttare la capacità di suonare uno strumento proponendosi nel servizio di leva come musici nelle bande e fanfare militari. Alcuni tutt’oggi fanno parte di bande cittadine, altri proseguono gli studi, altri sono diplomati e laureati in musica facendo così di essa un lavoro.

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia il Gruppo Musicale denominato “Complesso Bandistico Bartolo Longo – Città di Pompei” viene riconosciuto, con delibera n° 2 del 18/01/2011, quale “Complesso Bandistico Bartolo Longo – Città di Pompei d’interesse Comunale”.

 



 

I Maestri direttori della Banda

Giovanni Battista Tortolano
Iniziò la sua attività nel 1894, cioè nello stesso anno di fondazione della banda. Allievo prediletto del Prof. Labanchi, Tortolano da subito seppe interpretare e mettere in atto la volontà di Bartolo Longo.
La sua presenza si rivela sin dagli esordi provvidenziale e feconda, intimamente ispirata al carisma del Fondatore. Non si scoraggia dinanzi ai volti rabbuiati dei fanciulli, refrattari parimenti alle regole e alle carezze; a questi figli di nessuno trasmette autorevolezza paterna, senza pretendere gratitudine immediata o riconoscenza. Aderisce alla sua missione come se una voce oracolare ne ispirasse le movenze; non conosce tregua, se non al raggiungimento degli obiettivi, obiettivi che nessun interesse riesce a monetizzare, obiettivi ampliati all’orizzonte della gratuità, nel punto di intersezione tra umano e divino. Si appassiona subito al progetto dedicandosi senza riserve di forze ai fanciulli che coinvolti dal suo fare umile ed entusiasta, apprendono velocemente.


Fratel Eugenio Di Gesù
Fratel eugenio venne chiamato a prestare servizio a Pompei come Maestro dato che era già stato responsabile di Banda presso il Collegio San Giuseppe e si era distinto per la sua benevolenza e per la dedizione sacrale profusavi. Sapeva che il suo impiego era limitato fino alla nomina di un Maestro che sostituisse Tortolano, ma senza riserva di forze, si dedicò all’attività bandistica come Istruttore di vari strumenti, organizzatore e trombettista.


Francesco D’Andria
Il Maestro D’Andria di Scafati, già nel 1901 aveva proposto a Bartolo Longo di istituire una scuola per strumenti ad arco. Frequentò il Conservatorio annesso all’Orfanotrofio “Principe Umberto” di Salerno, distinguendosi per precocità di talento e, ancora giovanissimo, aveva affiancato il maestro Marzano.


Antonio Capasso
La sua direzione comincia nel 1928 e termina nel 1964. Capasso era stato prescelto da D’Andria già nel 1922 come collaboratore, con il ruolo di istruttore degli alunni interni ed esterni, per realizzare il desiderio della prelatura di costituire una Banda composta di giovani di Valle di Pompei.


Giuseppe De Honestis
Alunno prediletto di Capasso, dopo averlo affiancato e dopo aver terminato gli studi al Conservatorio, divenne Maestro della Banda nel 1967, conservando tale incarico fino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel 1987.
Al suo nome è legata la realizzazione di oltre cento composizioni.


Bruno Botta
Originario di Bracigliano, in provincia di Salerno, e diplomato in tromba, fu chiamato alla direzione nel periodo che va dal 1° dicembre del 1987 al 30 maggio del 1988.


Fratel Silvestro Deodati
Al secolo Sante Deodati, Fr. Silvestro, responsabile già da molti anni della Banda, diresse dal 15 settembre 1988 al 30 maggio 1989 per poi lasciare la direzione al Maestro Federico.
Il suo impegno incondizionato è continuato assumendo nuovamente il ruolo di responsabile della Banda fino al 2011. Tutti ricordano l’amore e l’impegno continuo che ha profuso per la Banda e per i suoi ragazzi.


Francesco Federico
Nato nel 1961,  ha iniziato giovanissimo gli studi musicali dedicandosi dapprima al Pianoforte, ed in seguito anche al canto lirico, al canto corale, all’organo e canto gregoriano, all’armonia e contrappunto, alla composizione e alla strumentazione.
Dopo l’immatura scomparsa del Maesro De Honestis, il giovane, già insegnante di musica dei bambini ospiti dell’Istituto Assunta Ponzo, fu chiamato a collaborare come istruttore musicale dei ragazzi del Bartolo Longo. Il generale apprezzamento per la dedizione, le capacità, la serietà, la disponibilità e l’entusiasmo dimostrati hanno fatto sì che nel 1989 gli venisse affidata la direzione della Banda. Il Maestro, ha dato un assetto riorganizzativo più razionale e innovativo: ha ulteriormente abbassato l’età di ingresso dei piccoli suonatori, ha permesso anche agli alunni esterni e alle ragazze di poter entrare a far parte di questa splendida realtà.

 

 

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